Dipendenza affettiva

Dipendenza affettiva
Dipendenza affettiva

Non è tutto oro quello che luccica”, “succede anche nelle migliori famiglie”, “a volte le apparenze ingannano” questi solo alcuni dei modi di dire per fare comprendere che spesso la realtà non è come sembra. Soprattutto in amore. E così capita magari di ammirare, invidiare, prendere come esempio una coppia che ci sembra la coppia ideale ignorando che, in realtà, i due partner vivono delle dinamiche tutt’altro che positive. Una di queste dinamiche, che oggi rientra nella categoria delle nuove dipendenze, è la Dipendenza Affettiva.

Si, esatto, ci sono delle dipendenze che non si basano sull’abuso di alcool, droghe, farmaci ma che hanno come protagonista il sentimento e tutta una serie di comportamenti.

I comportamenti di chi soffre di dipendenza affettiva sono, in apparenza, quelli comuni, quotidiani che riguardano tutti noi ma, in realtà, sono tutt’altro che normali. Sono patologici. Lo sono fino al punto di annullare l’esistenza del soggetto e le sue relazioni.

Come si arriva a questo punto? Come si arriva a soffrire di dipendenza affettiva?

Cos’è la dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è un’ ossessione che travolge il soggetto che la soffre, si tratta di una vera e propria patologia  del sentimento e del comportamento amoroso.

E’ del tutto normale che  in una relazione, soprattutto durante la fase dell’innamoramento, sussista un certo grado  di dipendenza. Si tratta di una fase normale che tende a scemare con il progredire della relazione. Quando la relazione non è sana, questo desiderio perdura inalterato nel tempo, aumenta creando un vero e proprio squilibrio e del profondo disagio. I soggetti coinvolti nella dipendenza affettiva sono due, non è solo chi dipende affettivamente dall’altro che ne soffre. Si tratta di una vera e prorpia dinamica due.

Sintomi della dipendenza affettiva

Chi soffre di dipendenza affettiva manifesta alcuni sintomi tipici:

  • Paura dell’abbandono, della separazione 
  • Paura della solitudine e della distanza 
  • Senso d’inferiorità nei confronti del partner 
  • Gelosia e possessività 
  • Rabbia 

Caratteristiche del dipendente affettivo

Chi ha una dipendenza affettiva non si sente libero di amare un’ altra persona e non è in grado di farsi amare per quella che è la sua vera natura: sta insieme all’altra persona per colmare le sue paure, i sui bisogni. Vive il rapporto con ansia e paura, con possessività e timore dell’abbandono.

E’ comune che nel tempo si sviluppi un quadro psicopatologico caratterizzato da depressione, disturbi del sonno, ansia generalizzata, irritabilità, problemi alimentari, ossessioni e comportamenti compulsivi.

Chi è soffre di dipendenza affettiva soffoca sul nascere ogni interesse, ogni desiderio, ogni amicizia, ogni tipo di rapporto con altre persone, arrivando a restringe al minimo gli impegni lavorativi sino ad arrivare a trascurarli del tutto.

I comportamenti del dipendente affettivo sortiscono effetti che possono arrivare ad essere devastanti sulla propria personalità e che possono avere gravi ripercussioni anche dal punto di vista finanziario ed interpersonale.

Da cosa nasce il rapporto di dipendenza affettiva

Un rapporto a due che genera dipendenza affettiva intorpidisce mentalmente la persona e la rende incapace di esprimere i propri sentimenti minacciando gravemente la salute e il benessere psicologico. Il punto di partenza è quasi sempre la scarsa auto stima generalmente generata da difficoltà vissute nell’infanzia: può trattarsi di esperienze di abbandono, violenze, maltrattamenti e soprusi emotivi.

E’ importante sottolineare che la dipendenza affettiva non nasce con il rapporto  di coppia, ma nasce prima dell’inizio del rapporto di coppia. La persona dipendente d’affetto ricerca inconsciamente un partner che possiede già tutte quelle caratteristiche  che la porteranno alle tribolazioni della sofferenza. Anche quando il rapporto termina (generalmente il dipendente viene lasciato), la persona dipendente troverà una  nuova relazione in cui porre in atto le stesse dinamiche di coppia.

Il soggetto che soffre di dipendenza affettiva si aggrappa disperatamente a chi colma il senso di autostima che manca diventando vittima inconsapevole di chiunque gli dimostrerà approvazione o affetto.

Il ruolo del partner nella dipendenza affettiva

E’ frequente che la persona affetta da tale dipendenza scelga partner “problematici”, portatori a loro volta di altri tipi di dipendenza per occultare le proprie carenze, nel tentativo di esorcizzare il proprio disagio attraverso il bisogno  morboso dell’altro di essere aiutato. Il partner del dipendente affettivo viene idealizzato, lui diventa lo scopo assume spesso un  ruolo idealizzato: è il principale, e spesso unico, scopo della sua esistenza, la sua assenza, anche  temporanea, sortisce una sensazione di forte disagio, provoca una profondo annichilimento, sfociando in alcuni casi in una sensazione di  “non esistenza”.

Dipendenza affettiva e correlazione con altre dipendenze

In effetti, possiamo definire la dipendenza  affettiva come una forma patologica di amore in cui uno dei due partner (nel  90% dei casi la donna) riveste il ruolo di donatore d’amore a senso unico, e vede  nel legame con l’altro, spesso problematico o sfuggente, l’unica ragione della  propria esistenza. La continua ricerca d’amore vanta tutte le caratteristiche della dipendenza da sostanze, e ne condivide i tre tratti fondamentali: 

1) L’ebbrezza: la sensazione di piacere, che il dipendente prova quando è con  il partner, e che gli è fondamentale per stare bene e non riesce ad ottenerla in altri modi; 

2) La tolleranza: il dipendente ricerca quantità di tempo sempre maggiori da  dedicare al partner, riducendo sempre di più la propria autonomia e le relazioni  con gli altri; 

3) L’astinenza: l’assenza del partner (per lavoro ad esempio) getta il dipen dente in uno stato di allarme.  Talvolta il bisogno della presenza fisica dell’altro è talmente forte che il dipendente sente di esistere solo quando il partner gli è vicino. Il partner infatti è visto  come l’unica fonte di giustificazione e gratificazione, mentre le attività quotidiane  sono sistematicamente trascurate perchè l’unica cosa importante, indipendentemente da quello che si fa, è il tempo che si trascorre insieme nel circuito relazionale.

Come porre fine alla dipendenza affettiva

Il dipendente affettivo vive una realtà costellata di “trappole emotive” che lo porta ad un percorso tortuoso e lastricato di sofferenza,  infelicità e frustrazione. Quando disagio e sofferenza arrivano compromettere seriamente la vita quotidiana, è opportuno correre ai ripari.

Uscire dal tunnel della dipendenza affettiva, non è facile, ma è possibile. Il primo passo da fare, quello più importante, è capire che si ha un problema. Comprenderne anche la radice, ossia il perchè si è originata questa dipendenza, è fondamentale per fare in modo si che non si ripeta la medesima dinamica. Perchè il nostro sistema difensivo si è talmente indebolito da diventare così vunerabile?

Perchè si è insinuata questa dipendenza? Come riprendere in mano la propria vita? La risposte a queste domande sono importantissime per uscire dal tunnel della dipendenza. Nel momento in cui il disagio e la sofferenza diventano troppo  pesanti, arrivando a compromettere seriamente la vita quotidiana, non bisogna esitare nel rivolgersi ad uno psicologo ed eventualmente seguire un preciso percorso  terapeutico volto a prendere consapevolezza della propria fragilità e trasformarla in una forza che può migliorare la vita.

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