Quando l’ex chiede il vostro aiuto per una delusione d’amore

Non l’avremo mai detto né pensato ma succede più spesso di quel che si possa pensare. Il nostro ex, quello che ci ha fatto tribolare mille pene, che ci ha sedotte ed abbandonate, che ci ha fatto versare mille lacrime e perdere la fiducia nel genere umano, quello che, maledetto lui, ci ha fatto sentire brutte ed inadeguate che ci sono voluti anni per riprenderci. Quello che oggi è stato lasciato dalla fidanzata. E piange e viene da noi a cercare conforto, aiuto consigli. Cosa fare?

Eh la vendetta è in piatto che va consumato freddo, si sa, ma spesso quando ci viene servita con la possibilità di consumarla, non ci interessa più. E quindi ci ritroviamo, godendo non poco ammettiamolo, a dover dare consigli allo sventurato che, finalmente, prova quello che un tempo lui ha fatto provare a noi: la disperazione.

E’ strano trovarsi nei panni dell’amica consigliera di colui che un tempo ci ha pugnalato alle spalle e la prima cosa che viene da dire è “bene, te lo sei meritato”. Ma noi siamo mature e anche un po’ sadiche e ci piace fare la parte delle superiori. Quindi ok ai consigli e al comportamento corretto.

Ovviamente la cosa funziona se non siamo più innamorate e non abbiamo alcun coinvolgimento altrimenti è bene lasciare perdere per non rischiare di trovarci coinvolte emotivamente e di dover risoffrire tutto daccapo.

Detto ciò si può iniziare a dare i nostri consigli. Di certo ci parrà strano raccogliere le confidenze di chi è stato il nostro fidanzato (o marito). Sentirsi dire che lui non ha mai amato nessuna come lei, che non esiste donna più bella al mondo etc etc. E’ inevitabile pensare ad un paragone con noi stesse, ma dobbiamo partire dal presupposto che lui è stato lasciato che è innamorato e che ha l’amor proprio ferito.

Certamente non si deve contraddirlo, né trovare difetti a questa donna (che probabilmente stiamo ammirando e alla quale vorremmo stringere la mano per il fatto che lo ha lasciato) né rinfacciare quanto lui abbia fatto stare male noi.

Di sicuro non bisogna farsi venire la sindrome dell’infermiera. Non è malato, ha solo preso una bella “bagnata” come si suol dire e la cosa potrebbe fargli bene, ricordateglielo.

Se si attacca come una zecca con messaggi e chiamate alla ricerca di consolazione, siate presenti ma non troppo. Non deve avere l’impressione di poter monopolizzare la vostra attenzione, voi avete la vostra vita, le vostre cose, probabilmente anche un compagno che non deve subire l’angoscia della situazione.

Consigli si ma senza eccessi. Vi invita a cena? No grazie non sono l’angelo consolatore, al massimo un caffè veloce al bar. Se si sente solo che si iscriva in palestra. Pianti e crisi nel pieno della notte? Che non osi svegliarmi mentre dormo che poi la mattina sono nervosa. Non siate voi a cercarlo per sapere come sta se non in casi rari ed eccezionali (se l’avete sentito davvero troppo giù un “come va?” non nuoce).

Non siate disponibili a parlare con lei o a mettervi in mezzo, assolutamente no. Prendete anche le difese di lei (non giudicatela e non criticatela) e anzi cercate di fare moniti a lui “certo che anche tu…”

Spesso gli ex tornano feriti alla ricerca di consolazione e sarebbero anche disposti a tornare con voi se foste disponibili, pur di non restare soli. Magari con la testa dalla ex (l’ultima ex per capirci): non fate questo errore. Avete sofferto e risoffrireste  più di prima.

Potete invece fare vedere con l’esempio, il vostro esempio, quanto voi siete state brave ad uscire da una delusione d’amore ed a riprendere in mano la vostra vita. Può succedere, sicuramente succederà, che la stima nei vostri confronti salirà alle stelle (voi non ve ne fate una mazza, ma volete mettere la soddisfazione?) e sia che si rimetterà con la sua ex sia che la storia finirà definitivamente voi sarete la donna che l’ha aiutato nonostante tutto. E voi? Voi potete guardarvi allo specchio e dirvi “brava” perché vi è stata servita la vendetta su un piatto d’argento, ma voi non l’avete consumata. I piatti raffreddati non vi piacciono.

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