Coppia: relazione tossica, cos’è, come ricoscerla e come evitarla

relazione tossica

Quante volte abbiamo sentito la definizione “relazione tossica” e quante altre volte ci siamo chiesti cosa fosse. Andiamo a scoprire i segnali per riconoscere una relazione tossica ed il modo per gestirla, o, ancora meglio, per evitarla.

Cosa significa relazione tossica?

La relazione tossica è una relazione nociva, che avvelena. Non riguarda solo la sfera dell’amore ma quella affettiva in senso più generale: quindi ci sono le relazioni tossiche d’amore, ma possono esserci anche amicizie e rapporti lavorativi basati su relazioni tossiche.

Facile direte: la riconosco, mi distacco e mi disintossico. No, non funziona così. La relazione tossica non solo è malsana ma è molto difficile da debellare e anche da riconoscere se la si sta vivendo. Chi la vive è infatti “intossicato” e spesso non riesce a vedere in modo obbiettivo il suo problema, soffre, sta male ma non riesce a capire la fonte del suo problema oppure, qualora lo capisce, non riesce ad uscirne. La relazione tossica viene spesso confusa con un legame profondo, in alcuni casi la relazione nasce “sana”, le due persone si sentono affini, simili e quasi “fatti l’uno per l’altro”, poi il legame sfocia in un qualcosa di patologico.

Tipologie di relazione tossica

La difficoltà nella “diagnosi” di relazione tossica sta anche nel fatto che le relazioni tossiche non sono tutte uguali, ce ne sono di diversi tipi che vengono generate da altrettanto diversi schemi di comportamento: se da una parte ci sono relazioni tossiche molto evidenti (quelle basate sulla violenza fisica e verbale ad esempio) dalle quali è necessario fuggire a gambe levate, ce ne sono altre nelle quali il lato “patologico” è più celato e più sottile (ma non per questo meno nocivo).

Ecco alcune tipologie di relazioni tossiche.

Relazione sado-mascochistica. Questo tipo di relazione tossica coinvolge la personalità masochistica (o autodistruttiva), che è tipica di donne e uomini che hanno in comune maltrattamenti pregressi (spesso risalgono all’infanzia), che scelgono partner sadici o narcisisti, o anaffettive, riescono a fare emergere i lati peggiori del partner. La persona masochista nelle sue esperienze precedenti, generalmente quelle infantili, ha imparato che la sofferenza è il prezzo da pagare per la relazione. Per il masochista soffrire per mantenere un legame è meglio che rimanere soli.

Dipendenza affettiva. Chi soffre di dipendenza affettiva non riesce a fare a meno di un’altra persona ed investe tutte tutte le sue energie nella relazione, escludendo le altre amicizie. Può trattarsi di una dipendenza che coinvolge entrambi i partner oppure può riguardare una sola delle due persone che viene sfruttata dall’altra per soddisfare i propri bisogni. In questi casi spesso il partner sfruttatore è un narcisista.

Lotta di potere. In questo schema di comportamento entrambi i componenti della coppia tentano di rivestire un ruolo dominante. La coppia vive una relazione che, in realtà, è terminata a tutti gli effetti in termini di progettualità, condivisione e di gioia nello stare insieme. Nonostante ciò, la coppia non si scioglie e resta legata in questa storia conflittuale e caratterizzata da continui conflitti, da rabbia e talvolta da disperazione, anche da tradimenti. Questo tipo di relazione tossica riguarda soprattutto le coppie con figli ma può riguardare anche coppie senza figli che non riescono a lasciarsi nonostante non abbiano qualcosa che li leghi (come possono essere i figli).

Innamorarsi della persona sbagliata. In questo tipo di relazione tossica, la tossicità è data dal fatto di non essere contraccambiati. La persona innamorata rivolge tutte le sue energie verso la persona sbagliata che, quindi, non contraccambia, che si disinteressa o che si approfitta, scatenando così dinamiche tossiche.

Come riconoscere una relazione tossica?

Chi vive una relazione tossica spesso non si rende conto di avere un problema. Oppure, pur essendo cosciente di non vivere un rapporto del tutto sano, non ha la consapevolezza della gravità del problema e lo sottovaluta. Spesso si considerano del tutto normali comportamenti che, in realtà, non lo sono affatto. Ci tende a “giustificare” la perdita di individualità con l’amore provato nei confronti dell’altra persona. Riconoscere una relazione tossica è il primo passo per uscirne. Ci sono dei sintomi e dei segnali segnali che possono aiutare a capire se quella che si sta vivendo è una relazione tossica, eccoli.

  • sensazione di malessere
  • impressione di non poter essere se stessi
  • tristezza
  • insoddisfazione
  • depressione
  • sensazione di essere “imprigionati”
  • clima teso, caratterizzato da violenza psicologica e/o fisica
  • rapporto sbilanciato
  • competizione
  • dipendenza dal partner
  • isolamento dalla vita sociale
  • mancanza di individualità
  • senso di colpa
  • violenza verbale
  • mancanza di autostima
  • ansia
  • mancanza di energia

Questi alcuni dei sintomi che si hanno quando si vive una relazione tossica. Sintomi che spessissimo vengono imputati ad altri motivi e giustificati. Ecco alcune delle tipiche giustificazioni che si danno in una relazione tossica “non esco con le amiche perchè non mi diverto”, “sto solo con lui perchè sto bene solo con lui”, “mi ha offeso ma ha ragione perchè ho sbagliato”, “sono triste e depressa perchè ho problemi al lavoro”, “non parliamo mai perchè la sera siamo troppo stanchi”, “è normale in una coppia litigare”.

I segnali sono chiari e forti ma non si sanno o non si vogliono vedere. Per questo spesso il campanello di allarme arriva dall’esterno, da qualcuno che è al di fuori della relazione.

La perdita di autonomia è uno dei primi segnali che può aiutarci a comprendere se si sta vivendo una relazione tossica. Chiudere le frontiere e isolarsi dal resto del mondo è deleterio in quanto ognuno di noi ha bisogno della propria individualità all’interno della coppia. Per farlo è necessario che mantenga i propri rapporti sociali ed i propri legami nei vari settori della vita.
L’asimmetria è un altro segnale che rivela la tossicità di una relazione. Un ruolo dominante impedisce lo sviluppo personale ed è terreno fertile per le situazioni di dipendenza, per la manipolazione ed anche per i maltrattamenti. Cercare sempre l’approvazione e la conferma del partner non è un comportamento sano. In un rapporto simmetrico, i due partner sono alla pari, nessuno prevale sull’altro.
I tentativi di recuperare l’indipendenza di uno dei due partner, e l’ostacolo da parte dell’altro è un altro segnale di una relazione tossica.
Così come lo è il timore della solitudine che porta a tenere in piedi la relazione solo per paura di restare soli.

Cosa fare se si sva vivendo una relazione tossica

Dipende da caso a caso. Le relazioni tossiche non sono tutte uguali, lo abbiamo detto. E nemmeno la “soluzione” al problema è la stessa. Ci sono relazioni tossiche nelle quali è indispensabile porre la parola fine senza fare il benchè minimo tentativo di recupero (le relazioni violente ad esempio) mentre ce ne sono altre dove è possibile recuperare.
Nella coppia venirsi incontro e capire le reciproche necessità è importante ma non è concepibile tollerare e sopportare comportamenti irrispettosi, offensivi, abusanti e violenti in nome dell’amore.

Guarire, disintossicarsi è possibile ma spesso per farlo è necessario uscire dalla storia, chiudere la porta e aprire sé stessi alla possibilità (ed al diritto) di stare bene. Capire che la storia che stiamo vivendo è nociva per la nostra salute, che continuando a viverla (laddove non possono essere messi in atto i comportamenti adeguati per risolvere le problematiche che scatenano la tossicità) non facciamo né il nostro bene né quello del partern. La felicità, in molti di questi casi, fiorisce nel momendo in cui la coppia di divide: in quel momento decadono i presupposti che fanno stare male, che intossicano. E si guarisce.

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