Congiunti e affetti stabili: come mettere in crisi le coppie

Congiunti e affetti stabili…ecco due delle parole più pronunciate in questo periodo. Ci siamo chiesti chi fossero, chi rientrasse in questa categoria, chi avremmo potuto andare a trovare senza infrangere le regole.

Fase 2: Via libera per poter fare visita ai congiunti

Con la fase 2 del Covid 19, dopo un lungo periodo di isolamento,  è stata data la possibilità di andare a trovare i congiunti: parenti all’interno della regione.

Per la precisione il Dpcm del 26.04.2020 recita “Sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti, che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. E’ comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie.

Chi sono i congiunti?

Ok la forma è corretta ma la sostanza? Le tante richieste di precisazioni hanno trasformato la parola congiunti in “affetti stabili”, definizione nella quale la sostanza è molto più ampia della forma.

Perché alla fine, ammettiamolo candidamente, chi se ne frega di andare a trovare il cugino di sesto grado di cui non conosciamo nemmeno il nome! Piuttosto vogliamo andare a trovare la persona con la quale abbiamo una relazione e non una parentela. E ecco che la precisazione viene cosi riportata:

L’ambito cui può riferirsi la dizione “congiunti” può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile.
Alla luce di questi riferimenti, deve ritenersi che i “congiunti” cui fa riferimento il DPCM ricomprendano: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).”

Ok, quindi ora so che oltre che il figlio del cugino di secondo grado (che poi io ce l’ho un cugino di secondo grado?), posso andare a trovare la persona con cui ho un legame affettivo stabile (seppur con la mascherina).

Gli affetti stabili: chi ci rientra?

Ma qua “casca l’asino” perché con il discorso dello stabile legame affettivo sono entrati in crisi tutti i “proprietari” delle relazioni normali, quelle relazioni incerte, quelle iniziate da poco, quelle “libere”.

“Affetti stabili” non sta bene a tutti, proprio no, chi ha una relazione non stabile, chi ha quello che nello stato di facebook è definita “una relazione complicata” non ha diritto di vedere il partner?

Nella richiesta di spiegazioni, perché alle questioni di principio non ci si passa sopra, è emerso che gli affetti stabili sono i congiunti, i partner conviventi, le persone che sono legate da un legame stabile affettivo. In pratica resta fuori un mondo…un mondo fatto di relazioni importanti che però non rientrano nella categoria “affetti stabili”, un mondo fatto di amori contrastati, di relazioni extraconiugali che spesso sono più stabili che i matrimoni, un mondo fatto di “siamo solo amici” pronunciato dopo tantissime notti d’amore, un mondo fatto di relazioni appena iniziate, che di certo non sono stabili, ma che le sarebbero sicuramente diventate perché i presupposti c’erano tutti.

La crisi della definizione

In effetti l’amore non può essere relegato in una categoria, al di la dei matrimoni che sono suggellati da un contratto di matrimonio, o dei fidanzamenti ufficiali che sono comunque il preludio di una convivenza o di un matrimonio, tutte le altre relazioni non possono rientrare in una categoria, perché sono tutte diverse tra loro.

E se andiamo bene ad analizzare, anche le relazioni “stabili” possono avere un sommerso fatto di relazioni extraconiugali, oppure fatte di un’indifferenza che è tutto tranne che un affetto. E quindi? Un fidanzamento nella sostanza finito che si basa sull’ipocrisia è forse più stabile di una relazione appena iniziata, di quelle che hai timore a definire stabile perché appena sbocciata?

Il fatto è che questa pandemia ha davvero messo alla prova tanti affetti: stabili, instabili, certi ed incerti. Questa pandemia ha fatto porre domande, ha scoperchiato le carte. “Cosa siamo noi?”, “ci possiamo vedere?”, ” Siamo un affetto stabile?”, ” Siamo disposti a dichiarare che lo siamo?”. queste le domande che si sono poste le coppie in questo periodo. tante le risposte che in molti non avrebbero mai voluto sentire.  Sicuramente al ritorno alla normalità, quando non occorreranno autocertificazioni per andare da chi si vuole, tanti rapporti saranno cambiati, tanti saranno finiti, tanti inizieranno con una veste nuova, forse in questo senso questa lunga difficile dolorosa esperienza ha fatto aprire gli occhi a molte coppie.

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